AUTO D'EPOCA
Anno XVI - N.10 - OTTOBRE 1999
Pages 10 to 13
Report by Franco LOMBARDI & Claudia MALGRATI
Photograph by the author



LA MARATHON SU ROMA

Franco Lombardi e Claudia Malgrati alle prese con l'ennesima impegnativa gara internazionale: questa volta si tratta del la marathon da Liegi a Roma, svoltasi dal 19 al 23 giugno.

Sabato 19 giugno, dalla Corte del Palazzo arcivescovile di Liegi, il rally ha preso il via con circa 150 equipaggi provenienti da tutta Europa e alcuni anche da Australia, USA, Canada e Argentina.

Appena usciti dalla città belga è iniziata subito una prova speciale che ci ha portati fifino a Spa, introducendo immediatamente piloti e navigatori nel clima della gara. Infatti già tutta la prima giornata sarà impegnativa sia per la navigazione che per la guida.

Claudia ed io, in una prova speciale (strettissimo e tortuoso sterrato) ci troviamo un furgone davanti che, procedendo lentamente, ci acceca con la polvere e ci rallentati notevolmente, regalandoci così un pugno di penalità già ad inizio gara.

La prima tappa si conclude a Strasburgo tra alti e bassi e già molti concorrenti armeggiano, nel parcheggio dell'albergo, con le teste immerse nei cofani dei motori mentre altri hanno smontato le ruote e trafficano con i tamburidei freni.

Il giorno successivo il rally continua attraverso i saliscendi che si snodano lungo le ondulate e verdi colline della Germania, fino all'arrivo di tappa collocato nella cittadina termale di Bad Kohlgrub.

Qui la cittadinanza è tutta riunita in un grande piazzale dove una numerosa banda con suonatori in costume bavarese suona in continuazione fino all'arrivo dell'ulfima macchina.

Il Borgomastro (rigorosamente in costume) fa gli onori di casa circondato da ragazze, anche loro in costume, che con volteggi da ballerine servono centinaia di boccali di birra.

Da citare la simpatica disavventura capitata all'inglese Paul Merryweather che, avendo rotto una sospensione alla sua Sunbeam, si è messo alla ricerca di un meccanico e quando finalmente gli è stato indicato ha scoperto che si trattava della "prima tromba" della banda!

Così non gli é restato altro da fare che restarsene in piedi, con in mano un ammortizzatore, davanti al gigantesco bavarese che (avvertito dell'emergenza da un tam-tam di sussurri tra gli orchestrali) soffiava vigorosamente nella tromba, quasi per mettere fine in fretta alla sonata, mentre con gli occhi sgranati guardava l'ammortizzatore in mano a Merryweather che a sua volta lo fissava con occhi imploranti.

La terza giornata purtroppo incomincia con una pioggia torrenziale che ci accompagnerà tutto il giorno e quando arriviamo in prossimità del Passo dello Stelvio (tanto sognato e agognato da tutti) i commissari di percorso ci fermano perché il passo è chiuso per neve: pertanto niente Stelvio e niente Passo del Gavia, interessanti paesaggi e interessantissime prove speciali che sicuramente avrebbero sconvolto la classifica.

Piuttosto mogi, e in convoglio scendiamo fino a Madonna di Campiglio con zero penalità all'arrivo e quasi zero gradi, nella notte, che fanno diventare un mattone nello stomaco il gustoso goulasch mangiato durante il trasferimento.

L'indomani un sole brillante e caldo dà il via alla quarta tappa che ci porterà fino a Firenze.

Dopo una corsa a precipizio, con CO tiratissimi, arriviamo nei pressi di Chers sopra il Lago di Garda e qui una impensabile prova in salita mette tutti i concorrenti in subbuglio.

I suoi stretti tornanti fanno impazzire la nostra Porsche 356 che stenta a salire tanto che, come molti, non riusciamo a stare nel tempo previsto anche se c'é chi sta peggio! Il bolzanese Fuzzy fonde il motore della sua bella e preparatissima Porsche 356 e a Firenze non si muoverà più.

Finalmente troviamo il caldo sole italiano e attraversiamo tanti allegri paesini pieni di gente festosa mentre meno allegri ci fanno n stare le continue prove speciali lungo le ondulatissime colline toscane ed umbre, dove nessuno immagina ci possano essere salite e discese da brivido.

L'esperto direttore di gara Alain Lopes ha davvero lavorato bene!

Molti concorrenti registrano seri problemi meccanici, in gran parte risolti dal "vanofficina" della Scudera Biondetti di Firenze che ha fatto da assistenza ufficiale per il rally, ma alcuni sono costretti ad abbandonare. Per quanto riguarda gli equipaggi italiani Serboli-Barbieri su Lancia Aurelia B24, Lusa-Volpe con la loro rarissima Fiat Barchetta e Celoni-Fiorenza con l'Alfa Romeo 1900 delle Pantere Storiche sono arrivati senza grossi problemi al traguardo finale di Monte Mario a Roma.

Noi abbiamo concluso la gara arrivando al 23° posto assoluto, con 167 penalità, ben poche se confrontate con le 90.000 totalizzate dall'ultimo classificato!

Il rally è stato vinto da Burckhardt-Lambert su BMW 328 del 1939 (con 55 penalità) seguiti da Caldwell-Bourne su AC Aceca del 1955, da Newey-McRobert su Jaguar SS 100 del 1939 e dal vecchio campione Paul Easter in coppia col fido Ron Gammons su Austin Healey 3000.

Oltre al magnifico lavoro organizzativo dello staff capeggiato da Alain Defalle, non possiamo non fare un encomio particolare al servizio offerto su tutto il percorso italiano dai 6 motociclisti della Polizia Stradale magistralmente coordinati dal Dr. Paolo Mazzini, Comandante del Reparto Operativo di Roma.

Franco Lombardi e Claudia Malgrati.

But the Liege Rome Liege is an Adventure.

A true monument of motor sport, the Liege Rome Liege rally was a fantastic human and engineering adventure and still is today. Keeping to an average speed of between 45 and 50 k.p.h. on mountain roads, both when ascending and descending these famous high passes, demands patience, concentration, skill and harmonious teamwork.








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